LEAVES · mostra di Sergio Elisei

dal 4 al 25 giugno 2022


Leaves, mostra di Sergio Elisei

Quella che l’atelier L’Armadillo dedica a Sergio Elisei, insegnante e incisore, si propone essere un’esposizione che descrive l’attività dell’artista e il tema dedicato allo studio delle foglie attraverso l’indagine profonda del dato estetico. Sergio da sempre incline alla costruzione e rielaborazione di forme attraverso un processo creativo che si snoda nei passaggi della tecnicità che si esplicita nel segno grafico. Dalla frequentazione degli strumenti grafici, dal sovrapporsi di segni diversi e trame, nasce l’amore per l’incisione. La scoperta di nuove tecniche e nuovi materiali, dalle tecniche classiche alle prime sperimentazioni. Apprendista più che artista, dedito ad un umile lavoro artigianale, al di là dell’approccio descrittivo ai soggetti naturalistici, perché rivolto a carpire i segreti delle tecniche, nel loro combinarsi nei materiali, nelle loro potenzialità espressive, ma senza tradire la propria sedimentata metodicità nell’analizzare, organizzare, raffinare, materiali, tempi e strumenti, fino al momento in cui, incerti anche dopo anni, si svela l’immagine alzando il sipario del foglio. Così, anno dopo anno, con l’affinamento dell’artigiano, l’attenzione al soggetto inizia ad imporsi all’artista: non più soltanto una riproduzione didascalica, perché la varietà delle tecniche incisorie e la rielaborazione espressiva danno segno e forma all’interpretazione personale, alla rielaborazione dell’immagine recepita in visione dell’artista che crea.

Un’interpretazione imperniata sul segno, che è perimetro, ma soprattutto trama, intreccio, superficie e volume, nei contrasti tra luce ed ombra, con grande profondità. Nella xilografia la sintesi delle forme è decisa: bianco e nero, luce ed ombra dove attraverso i segni più aperti o più sottili si evidenziano i passaggi in chiaroscuro. Nell’acquatinta troviamo i suoi colori, dalla tenuità più delicata fino al nero, più che a raffigurare cose, ad evidenziare i valori estetici della propria visione personale.

Con la frequentazione dei maestri, la sua visione delle cose evolve, fino alla scoperta della complessità della foglia. “[…] La scelta di questo tema è stata piuttosto casuale, mi sono ritrovato il giardino letteralmente invaso da foglie di zucca. Foglie enormi che si sostenevano sul loro gambo, una specie di piccola foresta tropicale, un mondo fantastico. L’idea di intraprendere un percorso legato ad un unico soggetto mi affascinava, la sentivo una specie di sfida alle mie capacità creative. Sono stato attratto dalla loro struttura, dalla loro superficie, dai giochi di chiaroscuro, dalle trasparenze e dalla varietà dei colori. Il mio obiettivo non era una riproduzione da botanico. La mia è stata soprattutto una ricerca formale, estetica, insomma una natura osservata, studiata, ma in seguito interpretata e, perché no, inventata.” Come in un sentiero che ritrova se stesso, anche il percorso di Sergio ritrova la metodologia della progettazione, la ponderatezza di una riflessione che richiede tempo, una creazione che riposa sul lavoro di ricerca e di analisi. “[…] Sono partito dalla struttura geometrica [...] Dopo l’osservazione ho iniziato la rielaborazione dei dati raccolti, in questa fase perde importanza l’occhio e prevale il bagaglio di conoscenze, emerge tutto quello che una persona ha immagazzinato nella sua vita: esperienze lavorative, viaggi, musei, mostre, racconti, poesie. La foglia perde la sua identità vegetale e diventa “una forma”. Una forma che rappresenta il problema estetico da risolvere, la sfida alla creatività; una forma che ho cercato di trasformare utilizzando gli elementi essenziali della grammatica del linguaggio visuale: il segno, il colore, il volume, la profondità […]”. E sul quel sentiero, l’artista ritrova così il professore e l’artigiano, in un’esplorazione sempre più interna alla struttura della foglia, nei più inesplorati dettagli, facendo perdere ogni riferimento alla primigenia forma della foglia, facendo “[…] emergere nuove forme, nuove trame, […] figurazioni che vivono del loro valore estetico, al di là dell’identità “foglia”.



Sergio Elisei


La formazione artistica di Sergio Elisei avviene anzitutto al Liceo artistico frequentando l’indirizzo di arredamento. Nasce in questa circostanza il suo interesse per la grafica poiché evidenzia la sua propensione alla elaborazione di forme, progettazione e costruzione. Nel 2005 decide di approfondire lo studio delle tecniche di incisione frequentando i corsi liberi della Scuola Internazionale per la grafica d’arte “Il Bisonte” con i maestri Vincenzo Burlizzi e Manuel Ortega. Durante gli anni successivi apprende soprattutto l’uso delle tecniche classiche acquaforte, acquatinta, ceramolle, maniera allo zucchero, xilografia. I soggetti delle sue incisioni erano soprattutto di tipo naturalistico descrittivo. Nel 2011 si dedica con più costanza al lavoro di ricerca del segno in relazione alla sua personale interpretazione espressiva. Nel 2016 approda all’associazione L’Armadillo sotto la guida del maestro Ortega e frequenta lo studio del maestro Burlizzi. È in questa occasione che nasce la sua ricerca sulle foglie. Sempre nello stesso anno, grazie ai consigli del maestro Burlizzi e delle edizioni BK, inizia la realizzazione di un libro d’artista: un leporello con undici incisioni e testi di autori greci e latini classici intitolato “Tra cielo e terra” terminato nel 2018. Dal 2018 ad oggi ha realizzato sei libri d’artista e continua a praticare l’arte dell’incisione per indagare e scoprire nuove forme che vivono del loro valore estetico, al di là del loro valore oggettivo.


 

Orario mostra:

dal lunedì al venerdì 10-12 e 16-18

il sabato 10-12


Ingresso libero


Per informazioni:

Tel. 055 0461654

Email: larmadillo51r@gmail.com

Web: www.armadilloatelier51r.com

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